Il famoso “Festival de Cannes”

Il famoso “Festival di Cannes”…
“La Mostra internazionale d’arte cinematografica” di Venezia è un festival del film che si tiene a Venezia tra la fine di agosto e l’inizio di settembre sul Lido di Venezia, “Lungomare Marconi”. Si tratta del festival del cinema più antico al mondo, dal 1932, sfidato poi dal Festival di Cannes creato a proposito.
A Venezia, questo festival fa parte del grande incontro sulle Arti Contemporanee. Il premio per il vincitore consiste in un Leone d’Oro.
A Cannes, abbiamo “La Palme d’or”, la palma d’oro; a Berlino, si tratta di un Orso d’Oro e tutti dimenticano la “Stella d’Oro” del noto Festival Internazionale del Film di Marrakech, la cui ottava edizione si è tenuta nel novembre 2008, ignorando la bellezza del cielo di Marrakech, una trasparenza meravigliosa costellata da Stelle Brillanti.
Cannes, Venezia e gli Oscar di Los Angele sono considerate i luoghi più importanti del Cinema nel mondo. Se questi festival sono in grado di liberare persone, paesi, uomini e donne, ne siamo felici…
… a Cannes, una donna tunisina assai invadente ha portato il suo Documentario “OULED LENINE”/”I Figli di Lenine” (e lei avrà grossi problemi al suo ritorno nel sistema di Benali), come l’uomo cinese con i gay, come l’iraniano con “Les Chats Persans” (I Gatti Persiani), che dovrà lasciare definitivamente l’Iran, dopo che questa pellicola canta la bellezza della Musica, ma è davvero un crimine girare un film su questo tema, dal momento che la Musica da felicità e gioia ai giovani!!!

E allora, in qualità di membro di Giuria dell’VIII Edizione del Festival di MARRAKECH, Novembre 2008, io sono fiera che il Marocco ospiti più di 300 festival (Cinema, Musica, Teatro, Pittura e altro ancora); neanche per un istante ho sentito qualcosa di simile alla censura o ad argomenti proibiti e parliamo dell’area araba, islamica, africana, ed in qualità di italiana molto attenta e interessata a quanto l’Italia offre al mondo, prego gli artisti di tutto il mondo di difendere la Libertà, la Pace, la Bellezza e la Felicità…
Rita El Khayat
17 maggio 2009

Donne, Cultura e Potere: riletture della storia al femminile

Conferenza internazionale sul tema “Donne, Cultura e Potere: riletture della storia al femminile” che si terrà
a Sherbrooke il 20, 21 e 22 maggio prossimi.
  Tale evento che riunirà diversi partecipanti provenienti da Europa, Africa e Americhe ha l’obiettivo di riflettere sul potere femminile nei diversi contesti culturali ed in una prospettiva tanto storica quanto contemporanea.

Programma di “Donne, Cultura e Potere: riletture della storia al femminile”

Dialogo tra Rita El Khayat e Achille Occhetto

LA SINISTRA DELLA LIBERTA’

“A vent’anni dalla svolta della bolognina – mi è stato chiesto – come si sente a impegnarsi per una sinistra nuova stando anche con molti come Vendola che allora si schierarono contro quella svolta? “
Rispondo senza esitazione che all’ idea che si debba dare vita a una nuova sinistra, che sia in primo luogo una sinistra della libertà, ci si può arrivare per vie diverse, e pertanto non pretendo che la strada da me percorsa sia la stessa di quella di altri compagni. Mi preme tuttavia sottolineare che la mia attuale idea è del tutto coerente con quanto ho sognato nei giorni della Bolognina. E questo per tre motivi fondamentali.

Il primo, è che anche allora l’obbiettivo era quello di dar vita a un nuovo partito della sinistra, a una nuova formazione politica profondamente democratica,laica e libertaria; una formazione politica che raccogliesse il meglio di tutte le tradizioni riformatrici di cui è ricca la sinistra italiana: da quella laica risorgimentale, a quella socialista e comunista fino al riformismo cattolico e alle nuove culture ecologiste.
In sostanza, nella mia visione, come ho avuto più volte modo di ricordare,si trattava di uscire da sinistra dalle rovine del cosiddetto socialismo reale. Io sono ancora coerente con quella idea. Se ne è invece allontanata quella parte del gruppo dirigente dei Ds che ha dato vita al partito democratico e che ha preferito cancellare la parola “sinistra”, proprio quella stessa parola che oggi cerchiamo faticosamente di fare rinascere. Lo stesso Obama, mentre qui ci si vergogna della parola sinistra, in America corre il rischio di essere considerato un pericoloso socialista.

Ma ecco il secondo motivo: ciò che in particolar modo mi avvicina all’idea di coniugare sinistra e libertà è  proprio la parola, la bellissima parola, libertà. Non a caso. Proprio nella “Dichiarazione di intenti” con la quale ho dato vita al “Partito democratico della sinistra” ( Pds ) scrivevo dell’esigenza che la sinistra recuperasse la parola libertà e che quella parola – a noi sacra – non dovesse essere lasciata alla destra che l’avrebbe – come è avvenuto – calpestata e sfigurata.
E aggiungevo che le tragedie e le sconfitte della sinistra del novecento erano in gran parte dovute al fatto che due importanti parole che stavano scritte sulle bandiere della rivoluzione francese – uguaglianza e libertà – erano state separate.
Anzi, avevano combattuto l’una contro l’altra.
In oriente si era scelta l’uguaglianza contro la libertà, e non si è realizzata nessuna delle due; in occidente si è combattuta l’uguaglianza nel nome della libertà, con lo stesso esito deludente.
Ho detto ieri e ribadisco oggi che non c’è uguaglianza e nemmeno democrazia se alla base non viene collocata una visione più alta di tutte le libertà individuali e collettive.
Ne consegue che oggi dobbiamo perseguire una sintesi più coerente possibile tra le cosiddette libertà formali e quelle sostanziali. Non è più lecito negare il valore delle libertà formali nel nome del primato di quelle sostanziali e viceversa.
Quella sintesi più alta la si trova nella libertà reale. Ma la libertà è reale se muove nella direzione della effettiva liberazione umana.
Liberazione da tutti gli impacci, discriminazioni e disuguaglianze. Liberazione dai drammi della disoccupazione e del precariato, liberazione dall’ignoranza e da ogni forma di alienazione materiale e spirituale; liberazione per miliardi di uomini del pianeta dalla fame, dal genocidio, dalle malattie e dalle epidemie endemiche.
Liberazione effettiva della donna in conformità con la nuova cultura del movimento femminista di liberazione e non di astratta perequazione.
E sopra ogni cosa: liberazione dalla violenza e dalla guerra, da tutte le guerre.

Il terzo motivo del mio impegno con questa sinistra libertaria sta nell’esigenza di una più generale liberazione umana dalla paura, che oggi ha il suo fondamento primordiale nella difesa e salvezza del pianeta dalla catastrofe. L’idea che anima la fusione tra sinistra e libertà è un’idea rosso-verde.
L’ecologismo è parte integrante dell’essere di sinistra oggi, e la sinistra non può che essere ecologista.
Anche questo sognavo vent’anni fa con la svolta. Altri ci sono arrivati per vie diverse.
La cosa più importante è che oggi tutte le sinistre stiano assieme. Siamo ancora lontani. Ma dobbiamo lavorare per il domani, e per domani speriamo in qualcosa di più unito e di più grande

 

                                                                          Achille Occhetto

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Signor Occhetto,

Tutto quanto lei sostiene ed in cui crede per avere tutte le persone di sinistra riunite insieme è grandioso ed è impossibile non pensare che questo sia un segno forte…
Il modo in cui il Mondo sta andando avanti ora è chiaro: tutti i sistemi politici dei secoli passati non funzionano per l’Umanità. Abbiamo la contrapposizione tra ‘potente e debole’, ‘ricco e povero’, ‘Padrone e Schiavo’, ecc..
Oggi è arrivato il momento di fare una riflessione forte sulle regole vecchio stile.
Quando lei dice: “In Oriente si era scelta l’uguaglianza contro la libertà, e non si è realizzata nessuna delle due; in Occidente si è combattuta l’uguaglianza nel nome della libertà, con lo stesso esito deludente”.
Deve sapere che in “Oriente” non esiste nulla che si chiami UGUAGLIANZA, o LIBERTA’, a meno che non si mettano l’India e l’Afghanistan nello stesso campo e in realtà è così! Com’è possibile, oggigiorno, considerare gli Esseri Umani come “INTOCCABILI”, questa classe sociale Indiana tanto vasta, in quello che viene chiamato il Secolo XXI?
Spero sia qualcosa che si può solo creare in DEMOCRAZIA in “Occidente”,
ricostruita in una posizione di SINISTRA per tutte le persone…che devono imparare a condividere e non solo ! Come in passato, quando la Rivoluzione Francese offrì qualcosa di nuovo al Mondo…

Sono abbastanza sicura che il socialismo in Italia sia oggi l’esempio più importante per il sistema politico nel Mondo; intendo Antonio Gramsci e…naturalmente, io  considero lei un Maestro in questo ambito e sono pronta ad apportare i miei punti di vista (sotto un profilo antropologico e psicoanalitico), per ampliare le nostre posizioni e fare della politica di SINISTRA l’unica via per il Futuro…

                                                                           Dr Rita EL KHAYAT

Appuntamento su Rai 3

 

Cittadine del Mediterraneo: le donne marocchine Sabato 16 maggio alle ore 13,20 su Rai 3,

nell’ambito del programma settimanale “Mediterraneo”, verrà presentato il mio libro: Cittadine del Mediterraneo: il Marocco delle Donne“,

con prefazione di Emma Bonino, Castelvecchi Editore.

 

 

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