Dedicato a mia Madre Fatima Doghmi-El Khayat (1926 - 29.12.2009)

Vorrei che tutte le Donne sapessero che mia Madre durante la sua infanzia venne brutalmente percossa dalla propria madre e dalle sue sorelle, poiché osò chiedere, in segreto, a suo fratello di imparare a leggere e scrivere e di apprendere la lingua francese…
In quella orribile occasione ed esperienza venne informata che le ragazze devono restare analfabete: poiché il contrario non è buono ed è proibito.
Io l’ho appreso di recente.
Quando divenne vedova all’età di 31 anni, lei aveva 6 figli e la settima la portava in grembo da 6 mesi: e così l’Incubo ebbe inizio.
Innanzitutto lei era incapace di firmare documenti dopo la morte di suo marito, cioè mio padre.
Io ero distrutta per questo e per il modo in cui la vedova e gli orfani vengono trattati nella società patriarcale.
Avevo solo 14 anni ed ero la prima dei 7 figli.
Ho realizzato che i 4 dottorati riportati li ho ottenuti inconsciamente per lei…a cui era stato vietato di imparare a leggere!
Lei era così felice di avere una figlia così appassionata e coinvolta nelle arti, nella cultura, nei diritti delle donne e nella scienza.
Per me non basta: e sono così dispiaciuta che sia troppo tardi oggi per darle di più!

Mamma, tu sei stata ”une grande Dame” ! Una vera Signora e sono fiera di te…Grazie per avermi trasmesso una tale Conoscenza immensa; I miei migliori insegnanti sono stati il tuo pensiero di offrirmi dignità, libertà e la possibilità di scegliere la mia vita,

Ti amo, per sempre.
Spero tu riposerai nell’Eternità e nell’Immortalità.
Rita

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