Contro l’occupazione e la guerra in Irak…
In quanto araba ed intellettuale, autore di 37 Libri, tra i quali “Questions arabes” (La Questione araba) – Editions Aïni Bennaï, Casablanca, 2006 – e in qualità di scienzata, in un mondo in cui gli intellettuali e gli scenziati non rappresentano nulla (parlo dei 22 paesi arabi, dove l’assenza di democrazia è un dramma per la nazione araba; paesi che sono rimasti passivi di fronte all’invasione dell’Irak), in quanto donna, essere inferiore dinanzi all’uomo nella mia sfera culturale e cvilizzazionale, in quanto italiana, fiera della sua nazionalità d’onore, concessa dal Presidente della Repubblica italiana nel 2007, per il mio contributo all’irradazione dell’Italia e alla condizione dei migranti in questo paese, protesto ancora e sempre, nel modo più forte e sereno possibile, con tutto il mio coinvolgimento in favore della libertà e della verità, protesto contro l’invasione e l’occupazione dell’Irak da parte dell’America con i pretesti più vergognosamente falsi: l’America vede mettere mano sul petrolio nel mondo per i suoi bisogni, più o meno che essa sostiene gli Stati più caricaturali del mondo come l’Arabia Saudita che è al suo soldo, Disprezzando i nostri popoli che crepano di miseria, di ingiustizie, di analfabetismo, vivendo in un profondo medioevo…i Bush, padre e figlio, hanno regolato i loro conti di maschilisti di destra, striminziti conservatori e arroganti, con Saddam Husseïn che hanno fatto catturare nel modo più atroce dinanzi al mondo intero, senza pietà e senza protezione per un supplizio, quello che gli deve la giustizia.
Piango ancora per i milioni di bambini, di donne e di civili che sono stati uccisi dal 1990 in Irak, paese devastato, messo a fuoco e sangue, distrutto nelle sue ricchezze artistiche colossali, come si è visto durante il saccheggio del Museo di Baghdad, uno dei più importanti del mondo, per i pezzi universalmente importanti, patrimonio di tutta l’umanità.
L’America non ha niente da fare in Irak e deve andarsene il più presto possibile, affinché questo paese e questo popolo si lecchi le proprie ferite e si riconcili…
Non credo ad un Obama pacifico; egli è americano. Otto giorni dopo aver ricevuto il Nobel per la Pace, ha inviato 30.000 soldati americani in più in Afghanistan.
Haiti è stata distrutta per cause naturali: l’America l’ha invasa e occupata facendovi una legge.
Noi affrontiamo un’epoca della vita umana sulla terra, dove la forza deve cedere dinanzi al diritto e al rispetto degli altri.
Un milione di bambini sono morti in Irak, poiché l’America l’ha devastata, bombardata, messa in ginocchio: questi sono morti di fame, senza medicine, senza vaccinazioni, sono morti di terrore, la loro infanzia traumatizzata da bombe, sangue, morte, Signor Obama, le sue figlie vivono come principesse nella Casa Bianca. Non è normale che milioni di bambini dell’Irak, della Palestina, dell’Afghanistan muoiono e in silenzio.
Dr. Rita El Khayat
Cavaliere dell’Ordone al Trono Alouite
Ufficiale dell’Ordine nazionale al Merito